domenica 7 aprile 2019

SOCIOLOGIA

LA MIGRAZIONE DELLA SOCIOLOGIA IN AMERICA

La sociologia è nata in Europa, tuttavia uno dei terreni di sviluppo più fertili è stata l'America, dove dai primi anni del novecento sono stati registrati i progressi più significativi. La sociologia statunitense si è resa autonoma da quella Europea quando ha iniziato a caratterizzarsi come ricerca applicata alla soluzione dei problemi concretiche insorgono nella società industriale. Gli autori europei hanno affrontato problematiche di carattere generale, legate al grande mutamento sociale provocato dall'industrializzazione: il sistema di produzione, le forme di "solidarietà" sociale, l'azione sociale, il processo di secolarizzazione; però la società ha avuto problemi più pratici e urgenti. Furono appunto i sociologi statunitensi a condurre per primi delle indagini finalizzate alla comprensione e alla soluzione di questi problemi (vita nei quartieri periferici, cultura degli immigrati,...). Caratteristico della sociologia statunitense è sempre stato un atteggiamento meno teorico rispetto alla sociologia Europea.
Lo sviluppo urbano e quello industriale sono imponenti e l'immigrazione è uno dei nodi centrali che le amministrazioni locali e quelle centrali si trovano a dover sciogliere. A Chicago tra il 1871-1892 la popolazione cresce del 300% e a a causa di questo ci sono delle ripercussioni sul piano sociologico.
In questo contesto storico la scuola di Chicago assume particolare rilievo, grazie all'originalità e costanza con cui si dedicò a tematiche che fino ad allora nessuno aveva considerato di rilevanza scientifica. Tipico di questa scuola fu un approccio ecologico ai problemi sociali. Gli autori sostennero che gli abitanti di un centro urbano sono tesi a competere con gli altri per sopravvivere e che trionfa chi si adatta meglio alla nuova situazione. Al contrario, gli studiosi del Dipartimento di sociologia, si avvicinarono ai problemi con una sensibilità e una strumentazione concettuale etnografiche, recandosi sul posto e raccogliendo testimonianze in prima persona. La sociologia dunque inizia in questo periodo a proporsi come strumento a disposizione dell'amministratore pubblico.  

PSICOLOGIA

LA TARDA ETA' ADULTA E LA VECCHIAIA

Intorno alla tarda età si notano una serie di cambiamenti fisici legati all'invecchiamento biologico e psichico. L'andropausa e la menopausa tendono a non essere vissuti come un naturale momento di maturazione. Il pensionamento costituisce una tappa significativa che indica l'ingresso nella tarda età. Per alcune persone esso rappresenta una vera e propria sofferenza, per altre invece risulta un notevole problema economico. Con il tempo la salute diventa più precaria e si possono presentare cure lunghe e costose. 
La quarta età pochi decenni fa veniva raggiunta da pochi individui, mentre ora con l'allungamento della vita media, milioni di persone si trovano ad affrontare l'ultima fase dell'esistenza. L'invecchiamento riuscito è un bilanciamento tra un minimo numero di insuccessi e un massimo di successi. Esso si raggiunge attraverso una selezione dei fini da raggiungere, l'ottimizzazione dei mesi a disposizione e una compensazione come risposta a una perdita di risorse. 

sabato 6 aprile 2019

SOCIOLOGIA

VILFREDO PARETO
COMPORTAMENTI RAZIONALI E IRRAZIONALI


Il tema del comportamento razionale è centrale nell'opera di Vilfredo Pareto. Le riflessioni dello studioso hanno permesso di migliorare la nostra comprensione dell'agire sociale e di quello politico. Pareto si era occupato dei comportamenti economicamente razionali dei soggetti sociali, cioè azioni che permettono di ottenere il benessere col minimo dispendio. Egli individuò nella società la scienza in grado di studiare. spiegare i comportamenti irrazionali che costituiscono l'agire sociale. 


AZIONE LOGIA E NON LOGICA
Per avere un'idea su ciò che significa agire razionalmente, Pareto introduce il concetto di azione logica. L'azione logica è quando l'individuo sceglie il mezzo giusto per ottenere il fine desiderato. Le azioni umane si dividono in logiche, quando il mezzo è più adatto al raggiungimento dello scopo, e azioni non-logiche, quando il mezzo è meno adatto. Perché l'azione sia logica inoltre è importante che il rapporto oggettivo tra mezzi e fine corrisponda al rapporto soggettivo tra mezzi e fine. Dal punto di vista del soggetto le azioni non-logiche possono essere molto razionali, ma in realtà non consentono di raggiungere lo scoop in maniera efficiente.

RESIDUI E DERIVAZIONI
La vita della società è determinata da azioni non-logiche che sono pur sempre fatte di azioni razionali in quanto il soggetto è convinto di aver scelto i mezzi giusti rispetto al proprio fine. Il comportamento umano in società tuttavia è irrazionale ed è maggiormente costituito da istinti. Tali forze che condizionano l'azione sono dette residui, in quanto sono sedimenti irrazionali animali. E' più forte però la tendenza a giustificare i propri comportamenti che viene chiamata da Pareto derivazione.

L'ELITE
Pareto elabora una teoria elitista della società, ovvero che coloro che agiscono in maniera logica ottengono un vantaggio in quanto raggiungono i propri scopi più rapidamente e perché possono volgere a proprio favore le azioni non-logiche altrui. Egli ritiene che questo tipo di soggetto sia destinato ad occupare il vertice nella gerarchia politica e sociale. L'elite, la classe dirigente della società, è caratterizzata dalla capacità di agire logicamente e di utilizzare logicamente le azioni non-logiche. 
Pareto per elite si riferisce sia a quell'insieme di persone che ha raggiunto il mondo professionale, e sia agli individui che esercitano funzioni di governo in una nazione. Egli sostiene che un gruppo di pochi (elite) prevale sui molti (massa). Questo è possibile perché l'élite può costringere o convincere la massa a ubbidire. 

giovedì 4 aprile 2019

PSICOLOGIA

LA MATURITA'

La mezza età è quel periodo che si colloca al centro dell'età matura. Questo periodo rappresenta un momento di crisi a causa della diminuzione delle opportunità, infatti per delle donne o degli uomini adulti tutto sembra essere già stato raggiunto. 
Una persona di mezza età ha assunto già decisioni importanti ed è più portata a fare bilanci sul passato. Essa è vissuta come un periodo di rallentamento da parte di molti, ma al contrario altre persone la vivono come una nuova sfida.I motivi dei cambiamenti che si verificano nel corso della mezza età riguardano la definitiva uscita di casa dei figli e la morte dei genitori. Si realizza così la sindrome del nido vuoto, che colpisce molti genitori nella tarda età. I genitori possono reagire in modi diversi come ad esempio tramite la reazione depressiva, oppure si possono verificare delle crisi coniugali, in quanto viene a mancare un possibile e utile mediatore, il figlio. In altri casi invece può verificarsi un avvicinamento della coppia.

PSICOLOGIA

I GIOVANI ADULTI
Nella fascia d'età che va dai 19 ai 28 anni i giovani adulti sperimentano una prolungata convivenza con i propri genitori. La comprensione a questo fenomeno è riconducibile sia a cause di ordine strutturale sia ad aspetti di carattere culturale. Questo fenomeno può causare la dipendenza dei figli dai genitori e la difficoltà dei genitori a separarsi dai figli.
Il fenomeno dell'adolescenza lunga si intreccia con una condizione giovanile identificata con l'acronimo NEET, ovvero ne istruzione, ne lavoro o formazione. Circa 2 milioni di giovani adulti non possono provvedere a se stessi economicamente e mancato di requisiti per avere un'occupazione stabile. La mancanza di autonomia sfavorisce la motivazione a ricercare lavoro perché genera sfiducia nelle proprie capacità.

Nei nostri tempi è crescente il numero di persone che vivono sole: i single. In passato l'essere single era sinonimo di fragilità in quanto non c'era un matrimonio e una famiglia. Adesso vivere da soli è diventata una realtà comunemente accettata.
Con la sindrome di Peter Pan si intende il gruppo di adulti che mancano di autonomia. Questi giovani adulti sembra non vogliano crescere e sono legati all'essere bambini. Sono privi di una propria progettualità di vita in quanto vivono ancora con i genitori. Anche chi ha famiglia però può avere la sindrome di Peter Pan perché vuole preservare la giovinezza. Quindi è importante che i figli vengano educati all'autonomia per accrescere la propria autonomia.

giovedì 21 febbraio 2019

SOCIOLOGIA

MAX WEBER

La razionalizzazione
La attenzione di Max Weber venne attirata dall'industrializzazione
come processo vasto che potrò alla nascita del capitalismo e dell'economia industriale, che egli chiama processo di 
razionalizzazione.  Anche il tedesco Max Weber si trova a riflettere sull'evento storico della società industriale, mettendone in luce alcune caratteristiche molto importanti. Da sempre l'umanità cerca di spiegarsi ciò che le accade intorno, attribuendo gli eventi a delle cause, a dei motivi. Ma molto diversi sono l'atteggiamento dell'uomo pre moderno e l'atteggiamento di quello moderno di fronte a ciò che non si capisce, di cui non comprendiamo le cause. Mentre il primitivo per spiegare ciò che non capisce ricorre a delle forze oscure e sovra mondane, l'uomo razionalizzato della società occidentale pensa che nulla sia di principio inesplicabile. Per Weber la razionalizzazione della società è quindi quel processo attraverso cui la fede nell'esistenza di cause in linea di principio comprensibili per tutti i fenomeni naturali.


La secolarizzazione
Un fenomeno parallelo alla razionalizzazione è, logicamente, una progressiva secolarizzazione della società, cioè la perdita di valore delle credenze religiose e superstiziose tradizionali a vantaggio di comportamenti più laici e razionali. La religione perde quindi la sua centralità e viene sostituita da una cultura più laica e materiale. 

L'etica protestante e lo spirito del capitalismo
Il miglior esempio del modo in cui la razionalizzazione opera nell'ambito religioso viene offerto dal protestantesimo e più precisamente dal calvinismo. Uno dei cardini della teoria calvinista è la dottrina della predestinazione, secondo la quale il nostro destino è segnato dall'eternità  poiché Dio ha già disposto la nostra personale dannazione o salvezza.    

domenica 17 febbraio 2019

PSICOLOGIA

LO SVILUPPO EMOTIVO E SOCIALE DEL BAMBINO
Lo sviluppo emotivo
Che cosa sono le emozioni


Le emozioni sono stati complessi dell'organismo caratterizzati da fattori psicologici e fisiologici. Ciò che proviamo, come ad esempio la paura, è uno stato mentale che provoca delle modificazioni fisiche. Questi cambiamenti rendono l'organismo pronto a una risposta adattiva, cioè idonea a favorire l'adattamento a una certa situazione.

Il ruolo delle emozioni
Le emozioni influenzano l'attenzione, la motivazione e gli interessi personali, e entrano in gioco anche nei processi di valutazione. Lo sviluppo emotivo è fondamentale e uno sviluppo emotivo regolare faciliterà la maturazione cognitiva. Infatti saper affrontare e gestire le proprie emozioni significa mettere in atto la risposta adatta in una certa situazione. 

Emozioni e relazione
Fin in dalla nascita, i bambini sono predisposti alla relazione con gli altri e alla comunicazione di emozioni. Lo scambio con la madre è la base dello sviluppo emotivo, infatti ella deve fare da specchio per le emozioni che il bambino prova in modo che il piccolo possa imparare a riconoscerle e ad entrare in contatto con la propria interiorità. 
Lo sviluppo di sè 
La definizione del sè
Nel primo anno di vita i bambini esprimo le loro emozioni e iniziano a comprendere quelle degli altri. Lo sviluppo emotivo del bambino è possibile grazie all'integrazione delle dimensioni cognitive, percettive e motorie con il proprio sé.
il sé è quindi la totalità delle componenti psichiche individuali, che permettono di distinguere ciò che appartiene a se stessi e ciò che invece appartiene alla realtà esterna. Gli studi sullo sviluppo delle emozioni hanno portato diverse teorie.

La teoria della differenziazione di Bridges
Secondo la teoria della differenziazione della psicologa canadese Katherine Bridges, i bambini al momento della nascita provano solamente una sorta di generica eccitazione, ossia di emozioni indifferenziate che si manifestano con movimenti disordinati e tramite il pianto. Solo in seguito le emozioni cominciano a differenziarsi. 

L'approccio differenziale di Izard
Secondo la tesi dell'approccio di Caroll Izard , il bambino fin dalla nascita prova interesse, gioia e disgusto. Si tratta principalmente di emozioni che svolgono una funzione adattiva e che servono ad interagire con l'ambiente. La rabbia e la paura farebbero poi la loro comparsa solo più tardi. 

L'empatia
L'empatia è un'emozione sociale particolare, è il saper entrare in sintonia con i sentimenti degli altri. Questa capacità è inizialmente presente come risposta riflessa agli stimoli esterni e successivamente come partecipazione attiva al comportamento altrui.

PSICOLOGIA

DISTURBI SPECIFICI DELL'APPRENDIMENTO Accanto ai disturbi della comunicazione abbiamo la categoria psicopatologica dei disturbi dell’...